Pavesi

65Mentre lavoravo ascoltai  in una trasmissione radiofonica una intervista a Tito Amodei, scultore e Passionista,rimasi colpita dalle risposte date durante la trasmissione e così decisi di recarmi a Roma dove tuttora Padre Tito vive ormai novantaquattrenne.
Mi recai a salutarlo altre volte:mi mi consiglio’ di frequentare l’atelier di uno scultore della mia zona per approfondire il modellato con la creta.
La vita non tardo’ a rispondere a questo suo suggerimento e verso la fine del 2006 conobbi Mario Pavesi, scultore di Novellara.

Nel gennaio 2007 iniziai a frequentare “la stanza di Afrodite” a s.Bernardino di Novellara atelier di pittura e scultura,tuttora tenuto dal maestro.
Da Pavesi imparai che è fondamentale credere nella propria ricerca artistica sempre,anche e soprattutto quando la vita sembra smentirne le fatiche,il lavoro svolto ha un valore per se stesso indipendentemente dai riconoscimenti.
Nel settembre 2007 a Bagnolo una personale di pittura e scultura, “LE LACRIME DEL MALE” la cui presentazione fu scritta dallo stesso maestro.

essere artista oggi rappresenta sicuramente un gesto di coraggio, una chance e una provocazione, che si complica ulteriormente nel rapporto con alcuni maestri incontestabili. gli scettici potrebbero affermare che tutto quanto vi era da dire e’ stato detto e che non restava più’posto che per epigonismo o provocazione. questa idea diffusissima ma altrettanto falsa, ci pone di fronte a una realtà oggettiva che pur nelle continue metamorfosi della creatività, fa si che l’uomo tenti di esplorare e formulare nuove opzioni ideatiche e linguaggi inediti. Maria, in questo senso, sceglie soluzioni proprie, organicamente strutturate intorno ad un ideale mistico,quindi ancestrali, quindi ricche di memoria,dove l’uomo rimane, con i suoi travagli, al centro del sistema: un desiderio di comunicare attraverso la metafora dove le figure antropomorfe diventano i simboli di una solitudine interiore in perenne conflitto con lo scorrere del tempo.

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“Se torna il sole, se scende la sera,
se la notte ha un sapore di notti future,
se un pomeriggio di pioggia sembra tornare
da tempi troppo amati e mai avuti del tutto,
io non sono più’ felice, ne’ di goderne ne’ di soffrirne:
non sento più’ davanti a me tutta la vita….
per essere poeti,bisogna avere molto tempo:
ore e ore di solitudine sono il solo modo
perché’ si formi qualcosa,che e’ forza, abbandono,
vizio,libertà’, per dare stile al caos.
io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte
che viene avanti, al tramonto della gioventù’,
ma per colpa anche di questo nostro mondo umano,
che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.”

IO TI AUGURO CREATIVITÀ’ E PACE.

per motivi di salute nel 2010 dovetti abbandonare la scultura…