Bibliografia

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2018 – Disegno Nero, raccolta di opere dal 2017 al 2018

SUGGESTIONI DALLA REALTÀ

Confesso che non ho mai chiesto – né desidero farlo – spiegazioni sul significato delle sue opere. I titoli, pur essenziali, qualche indicazione la forniscono. E soprattutto gli esiti grafici e cromatici, avendo dal vivo apprezzato la cura, l’intuito compositivo, la gestualità controllata che l’artista ha posto nel raggiungerli.

Da autodidatta quale si dichiara, Maria Valli, che pure ha visto e conosce le espressioni dell’arte moderna e contemporanea, utilizza in modo molto personale sia figurazione informale che disegno, sia tecniche dell’unicità – acquerello, grafite, tempera all’uovo – che tecniche del multiplo a stampa. Soprattutto di queste posso testimoniare la vivacità, la ricchezza di soluzioni e l’utilizzo spesso sperimentale dei linguaggi tradizionali, acquatinta, puntasecca, litografia, xilografia. È proprio grazie all’ “imparar facendo” che, nel realizzare le sue matrici, Valli non soffre di timori reverenziali né remore rispetto all’ortodossia del linguaggio incisorio. L’intento semplice è quello di ottenere un unicum espressivo tra pittura e grafica.

Per fronteggiare la marea di immagini inutili, soprattutto fotografie, e banali, che ci investe ormai senza tregua, cerco di adottare difese semplici per pervenire all’eventuale loro cancellazione dal mio panorama. Si tratta di domande essenziali: mi piace? Mi suscita emozione? Mi racconta qualcosa? Quando la guardo ancora, l’effetto di piacere o stupore si ripete? Ecco, nel caso delle opere della Valli, la risposta conferma ogni volta il sì.

Dunque, i significati: scaturiscono dai bianchi per lo più prigionieri del nero, dai rossi cinabro che lo feriscono, dagli azzurri che possono illuminarlo e dai blu che lo incupiscono; sono drammi di segni che talvolta si concretizzano in silhouette umane o semplicemente suggeriscono storie di forme altre. Le opere, singole o in serie, unite sotto unico titolo, siano pezzi unici o multipli a stampa spesso differenti da copia a copia, diventano allora riflessioni sulla realtà, suggestioni da essa tratte che la Valli ci affida e di cui, con l’attraente linguaggio della propria arte, vuole farci partecipi.

Nicola Arnoldo Manfredi, ottobre 2018

2017 – 5+1 MAESTRI DEL CONTEMPORANEO, UN AVVINCENTE PERCORSO NELLA STORIA DELL’ARTE

Maria Valli (RE): atteso e gradito ritorno di Maria Valli nella nostra città e allo “Studio C” dopo le belle mostre qui tenute nel recente passato. E se di quest’artista avevamo negli occhi e nella memoria le eleganti e raffinate “tempere all’uovo” ispirate ai silenzi di “Petra” o le delicate e suggestive visioni interiori intrise di poesia e intimo raccoglimento, oggi l’artista emiliana ha ulteriormente arricchito il suo bagaglio artistico con l’approfondimento di svariate e diversificate tecniche di grafica con particolare riguardo per l’incisione. Ne sono fedele testimonianza le opere che Maria Valli presenta in questa rassegna: due tempere e due incisioni fortemente connesse al punto da essere l’una la chiara ed evidente derivazione dell’altra. Come sempre l’espressione di quest’artista appare intensa e partecipata e le sue opere hanno il magico potere di calare l’osservatore in dimensione lontane, oniriche ed irreali, nel regno profondo e imperscrutabile dell’interiorità. Raffinate le sue trasparenze, personale e liberatorio, quasi informale, il suo segno ammorbidito sempre da colori solari e pastose tonalità.Artista fortemente contemporanea Maria Valli e capace di spaziare, con assoluta padronanza tecnica, dalla pittura alla grafica fino alla scultura evidenziando sempre grande gusto compositivo, sentimento ed emozione.

Luciano Carini.

 

2016 – “Palinsesti” galleria 1.1 Zenone Contemporanea S. Simonini

 

..è subito evidente come la stagione dell’informale con Maria Valli riesca a suggerire nuovi ed originali motivi di indagine. L’equilibrio, la spontaneità, il segno istintivo si intrecciano in una sigla personale immediatamente riconoscibile.

Maria Valli padroneggia con la stessa sicurezza il grande formato e le piccole incisioni, sempre curatissime nella tecnica e nella struttura formale.

La ricerca dei materiali non è mai fine a se stessa ma completa in modo difficilmente ripetibile composizioni che sono accurate in ogni loro parte, impaginazioni perfette che definiscono il segreto del gesto informale della Valli, nel quale la forza della spontaneità non viene mai tradita, mantenendo una visione d’insieme rigorosa e profonda.

I “palinsesti” presentati in questa personale sono flussi di coscienza liquidi capaci di attrarre l’osservatore in un indistinto profondo e intimo, racconti labirintici che si avventurano in un ambiente psichico indefinibile e forse indecifrabile.

Tema parallelo, ma di certo non secondario, riguarda la ricerca tecnica che Maria Valli sviluppa sui materiali impiegati, le carte, i pigmenti, la composizione dei colori, un racconto parallelo in grado di assicurare una visione d’insieme della poetica dell’artista, che anche in questo suo modo di procedere testimonia una cura estremante approfondita, ancora una volta a sottolineare come nulla debba essere lasciato al caso e come anche il gesto apparentemente più spontaneo venga qui ricondotto entro un processo mentale che è il progetto complessivo dell’opera.

 

2010 – “DIZIONARIO DEGLI ARTISTI REGGIANI” di E. Filini :

“PITTRICE, SCULTRICE,OPERA NELL’AMBITO DELL’INFORMALE,ALLA RICERCA DI  TONALITA’,VELATURE,TRASPARENZE OTTENUTE CON UN USO SAPIENTE DEL  COLORE.

NELLA SCULTURA SI RIFA AL GRANDE INSEGNAMENTO DI GIACOMETTI, TRAENDO DA QUELLE ESILI FIGURE UNA GRANDE FORZA ESPRESSIONISTA.

HA POTUTO USUFRUIRE DI PREZIOSI INSEGNAMENTI DEL

MAESTRO MARIO PAVESI.”     (pag. 722.)

 

2007 – “LE LACRIME DEL MALE”, Bagnolo In Piano

Presentazione di MARIO PAVESI, SCULTORE:

ESSERE ARTISTA OGGI RAPPRESENTA SICURAMENTE UN GESTO DI CORAGGIO, UNA CHANCE E UNA PROVOCAZIONE, CHE SI COMPLICA ULTERIORMENTE NEL RAPPORTO CON ALCUNI MAESTRI INCONTESTABILI.

GLI SCETTICI POTREBBERO AFFERMARE CHE TUTTO QUANTO VI ERA DA DIRE E’ STATO DETTO E CHE NON RESTAVA PIU’ POSTO CHE PER EPIGONISMO O PROVOCAZIONE.

QUESTA IDEA DIFFUSISSIMA MA ALTRETTANTO FALSA, CI PONE DI FRONTE A UNA REALTA’ OGGETTIVA CHE PUR NELLE CONTINUE METAMORFOSI DELLA CREATIVITA’, FA SI CHE L’UOMO TENTI DI ESPLORARE E FORMULARE NUOVE OPZIONI IDEATICHE E LINGUAGGI INEDITI.

MARIA, IN QUESTO SENSO, SCEGLIE SOLUZIONI PROPRIE, ORGANICAMENTE STRUTTURATE INTORNO AD UN IDEALE MISTICO,QUINDI ANCESTRALI, QUINDI RICCHE DI MEMORIA,DOVE L’UOMO RIMANE, CON I SUOI TRAVAGLI, AL CENTRO DEL SISTEMA: UN DESIDERIO DI COMUNICARE ATTRAVERSO LA METAFORA DOVE LE FIGURE ANTROPOMORFE DIVENTANO I SIMBOLI DI UNA SOLITUDINE INTERIORE IN PERENNE CONFLITTO CON LO SCORRERE DEL TEMPO.

 

RICORDANDO PASOLINI:

“Se torna il sole, se scende la sera,

se la notte ha un sapore di notti future,

se un pomeriggio di pioggia sembra tornare

da tempi troppo amati e mai avuti del tutto,

io non sono più felice,

né di goderne ne’ di soffrirne:

non sento più davanti a me tutta la vita….

per essere poeti, bisogna avere molto tempo:

ore e ore di solitudine sono il solo modo

perché’ si formi qualcosa,

che è forza, abbandono,

vizio, libertà, per dare stile al caos.

io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte

che viene avanti, al tramonto della gioventù,

ma per colpa anche di questo nostro mondo umano,

che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.”

P.P. PASOLINI

 

2006 – “PETRA, ANATOMIE DI UN SILENZIO”   Studio C  PIACENZA

..nella personale “ Petra , anatomie di un silenzio”, la pittrice reggiana Maria Valli ci trasporta in una dimensione onirica ed irreale nel regno dell’ interiorità e del silenzio, oltre ogni costrizione umana.

Antichissima città della Giordania, nell’isolata depressione di El Gohor ad ovest di Wadi Musa, intrigante e fiabesca, Petra e’ conosciuta soprattutto per superbe architetture, tombe e templi classicheggianti modellati nella roccia.

Oggi, fra turismo di massa e magie fotografiche, Petra sta lentamente diventando una ben congegnata astrazione, un luogo mentale.

E le tavole di M. Valli rafforzano questa sensazione di estraniamento, di totale rilassamento, anzi diventano quasi un’inconscia ripresa dell’arte concettuale degli anni 60, una poetica esaltazione del “gesto”, come istanza liberatoria, totalmente anti ideologica (EROSIONI PROFONDE) espressione di energia psichica (COMBUSTIONE) perfino un larvato recupero del segno ( SENZA TITOLO 2005) sempre però mantenuto su un piano assolutamente aniconico, attento solo al forte cromatismo di colori caldi, solari e terrosi, spesso vivacizzati dall’azzurro a volte intenso e profondissimo del cielo (i 7 pezzi della serie CIELI RITROVATI).

Siamo nella pura trascendenza (i sei pezzi della serie LUCI,SILENZIO),in un ideale collegamento anche con un interessante movimento italiano degli anni 50, l’Ultimo naturalismo(LE GRANDI ACQUE 1 e 2 nel tentativo di colmare il distacco tra coscienza e memoria (NUOVI ORIZZONTI) fra se’ e l’altro sé (SENZA TITOLO 2006)

Se nel titanismo romantico la consapevolezza del proprio limite bloccava la volontà di affermazione, in Valli tutto è assaporato e introiettato, assorbito ed il “sublime naturale “ diventa via via massa informe pulsante, però di vita e sentimento.

Nonostante l’evidente sperimentalismo i contorni evanescenti, le allusioni al reale,gli sfondi sfatti e stemperati ricordano BASALDELLA mentre le immagini completamente dissolte in colori oscuranti il disegno conferiscono una vis attrattiva alla DE KOONING.

Invece ritmo spezzato, atmosfera mistica e quasi ipnotica rimandano a FRANCIS.

Valli stupisce dunque per le robuste trasparenze ,per la capacità di oltrepassare ogni rigida formalizzazione linguistica superando di slancio land art, arte ambientale e arte etnica verso una poetica della solitudine e di un silenzio filosofico.

Fabio Bianchi

LA LIBERTA’ 26/02/2006   Piacenza

 

 

2005 – “SULLE STRADE DELL’ASTRAZIONE”  Villa Raggio  PONTENURE

…”Valli estremizza l’astrazione con tele al limite della riconoscibilità , colori acquosi e diluiti soggetti irriconoscibili , una superiore unita’ ed un silenzioso panteismo tra spazi immensi e tempi infiniti……”  Fabio Bianchi “LIBERTA’ “ 27/09/05 Pc.

 

“ Le opere di Maria Valli rivelano chiarezza di visione, sono eleganti e raffinate, pervase di sentimento e poesia.

La sua tecnica pittorica, basata su attente e approfondite ricerche estetiche, su delicate velature e sovrapposizioni, su tinte appena accennate e suggerite e graduati passaggi cromatici, dimostrano indubbie capacità e una ispirazione che vive e si alimenta attraverso i silenzi profondi e segreti dello spirito.

Pittura intensa,dunque,dove nulla e’ banale o provvisorio, ma dove al contrario tutto e’ seriamente pensato e meditato.

Luciano Carini

 

2004 – “ABSTRACTUM 2”   “Studio C” Piacenza.

….”Maria Valli, di origini emiliane, vive e lavora a Grosseto. Pittrice e scultrice, pratica un’espressione che rivela decisione, personalità e gusto estetico.

In questa mostra piacentina presenta due piccole tempere all’uovo, su carta di straordinaria fattura, basate su colori tenui e pastellati: delicati azzurri e grigi sfumati che denotano delicatezza, eleganze e trasparenza, ad ulteriore riprova che non e’ affatto la dimensione ciò che rende importante un’opera d’arte.

La sua ricerca si sviluppa anche nella scultura e riguarda vari materiali: legno, gesso, grafite, tufo.

Artista che lavora con il cuore e sentimento e che raggiunge alti livelli di poesia.

Luciano Carini